Servizi professionali di supporto al Responsabile della Transizione Digitale


Il Responsabile della Transizione Digitale


 

Il Decreto Legislativo n. 179/2016 ha modificato il Codice dell’Amministrazione Digitale obbligando tutte le pubbliche amministrazioni all’individuazione di un ufficio cui affidare la transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un'amministrazione digitale (e-government) e aperta (open government), di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità.

 

Quali sono le funzioni del Responsabile della Transizione Digitale (RTD)?

In particolare, all’ufficio RTD sono attribuite funzioni di indirizzo, pianificazione, coordinamento, e monitoraggio in materia di:

  • sicurezza informatica e accessibilità;
  • sviluppo dei sistemi informativi e dei servizi esterni e interni forniti dagli stessi;
  • riorganizzazione e reingegnerizzazione dei processi;
  • miglioramento della qualità dei servizi (interni ed esterni) e soddisfazione dell’utenza in una prospettiva di ottimizzazione dei tempi e dei costi;
  • diffusione all’interno dell’Amministrazione dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico;
  • integrazione e interoperabilità tra i sistemi dell’Amministrazione e il punto di accesso telematico attivato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione.
 

Come viene nominato e quali competenze deve possedere?
Il responsabile dell’ufficio è un dirigente o altra figura apicale (nel caso in cui l’organizzazione non abbia dirigenti) che risponde -con riferimento ai compiti relativi alla transizione alla modalità digitale - direttamente all’organo di vertice politico, che lo nomina. In assenza di quest’ultimo, il responsabile dell’ufficio per il digitale è nominato dal vertice amministrativo al quale poi risponde.
Deve essere dotato non solo di adeguate competenze tecnologiche ma anche manageriali, giuridiche e organizzative.
Le Pubbliche Amministrazioni diverse dall’Amministrazione dello Stato possono esercitare le funzioni relative all’attuazione delle linee strategiche per la riorganizzazione e la digitalizzazione dell’Amministrazione anche in forma associata.
I riferimenti del responsabile per la transizione alla modalità digitale devono essere inseriti sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA).

Chi sono i suoi interlocutori?
Una volta individuato, spetta al responsabile per la transizione al digitale l’impulso e il coordinamento di tutte le attività legate al rispetto delle norme in materia di digitalizzazione.

  • Si rapporta con tutti gli altri dirigenti nonché con le altre figure interne che si occupano della digitalizzazione, anche per quanto riguarda l’attuazione delle disposizioni contenute nella normativa vigente e nel Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione.
  • Rappresenta, anche in virtù della sua indicazione in IPA, il punto di contatto dell’amministrazione verso l’esterno per le questioni legate alla digitalizzazione. I suoi interlocutori sono, anzitutto, il Governo (delle cui direttive deve promuovere l’attuazione) e le altre pubbliche amministrazioni (specialmente con riferimento all’interoperabilità e alla cooperazione applicativa).
  • Ha rapporti con l’Agenzia per l’Italia Digitale per le attività di attuazione del Piano Triennale e con il Difensore civico per il digitale relativamente alle segnalazioni di cui sarà destinataria l’amministrazione.
  • Rappresenta un punto di riferimento anche per tutti gli utenti rispetto ai servizi on line e ai diritti digitali di cittadini e imprese previsti dal CAD.
 
 

I servizi professionali di EasyGov

EasyGov affianca gli Enti proponendo un servizio modulare, che si articola nelle seguente fasi:

Supporto alla nomina del Responsabile della Transizione al Digitale

Analisi delle competenze, definizione delle mansioni e delle risorse necessarie.

Assessment

Mappatura dell’Ente (analisi del contesto interno) e del contesto in cui opera (analisi del contesto esterno), finalizzata alla ricognizione puntuale delle opportunità esistenti e dei possibili ambiti di intervento (analisi SWOT dello scenario ASIS);

Individuazione degli scenari di sviluppo

Condivisione delle risultanze dell’analisi AS IS con l’obiettivo di effettuare una qualificazione degli ambiti di intervento e di identificarne la priorità.

Definizione di un piano strutturato di interventi di innovazione

Supporto alla predisposizione del Piano Triennale dell’Informatica dell’Ente in grado di coniugare le priorità strategiche dell’Ente, i gap tecnico-normativi in tema di Agenda Digitale e le sinergie/opportunità presenti a livello territoriale.


Principali riferimenti normativi